Lecco. Gli alunni della scuola De Amicis protagonisti del 25 novembre

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I ragazzi costruttori di rispetto nella Giornata contro la violenza sulle donne

Dall’inaugurazione della sala protetta “Una stanza tutta per sé” in Questura all’impegno per il Parco Nicholas Green

LECCO – La Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne del 25 novembre si è trasformata, per gli alunni della scuola De Amicis, in una preziosa opportunità di partecipazione attiva e di educazione al rispetto. L’iniziativa, promossa e sostenuta dal Soroptimist Club Lecco, ha offerto ai bambini una significativa esperienza di consapevolezza civica, unendo scuola, istituzioni e comunità in una profonda riflessione condivisa.

Gli alunni delle classi quarte e quinte sono stati accolti in Questura per assistere alla toccante cerimonia di inaugurazione della nuova sala protetta “Una stanza tutta per sé”. Questa importante struttura è stata realizzata grazie alla proficua collaborazione tra la Polizia di Stato e il Soroptimist International d’Italia.

Alla presenza di importanti figure istituzionali, tra cui il Questore Stefania Marrazzo, il Prefetto, il Procuratore della Repubblica, e delle massime rappresentanti del Soroptimist, come la Presidente nazionale Adriana Macchi e le presidenti dei Club di Lecco (Silvia Villa) e Merate (Maria Grazia Corti), i bambini hanno potuto ascoltare parole di forte significato educativo.

La Presidente nazionale Adriana Macchi ha rivolto un messaggio ai ragazzi, sottolineando l’importanza di aiutare gli altri ogni volta che se ne ha l’occasione. Ha spiegato come mettersi al servizio del prossimo significhi impegnarsi collettivamente per rendere il mondo un luogo più gentile e sicuro. Macchi ha poi evidenziato che luoghi come “Una stanza tutta per sé” sono spazi vitali dove la sofferenza viene accolta e dove si restituiscono rispetto e dignità a coloro che trovano il coraggio di denunciare.

La Presidente si è poi rivolta direttamente ai bambini con un incoraggiamento potente: “Voi non siete soltanto il futuro: siete già il presente. Con i vostri gesti potete contribuire a costruire comunità più giuste“. Ha concluso il suo intervento invitandoli a imparare “le parole e i comportamenti giusti per essere costruttori di rispetto”.

Anche gli altri interventi istituzionali si sono concentrati sul ribadire il valore della gentilezza e l’importanza di distinguere chiaramente tra amore e possesso. Il Questore Marrazzo, in particolare, ha lasciato un messaggio pratico ai ragazzi: “Quando qualcosa non va, dobbiamo essere capaci di intercettarlo e correggerlo” sottolineando come il bene si costruisca attraverso piccoli gesti quotidiani.

Al termine della visita, l’emozione è culminata con la consegna da parte dei bambini di biglietti di ringraziamento preparati con cura assieme agli insegnanti. Un gesto semplice ma profondo, espressione di sincera vicinanza verso coloro che, ogni giorno, dedicano la propria vita a proteggere chi non può difendersi.

Le classi prime, seconde e terze hanno invece partecipato a un percorso formativo speciale all’interno del Parco Nicholas Green. Questa attività si inserisce nel più ampio progetto “La Città che vorrei”, promosso dal Soroptimist International e a cui ha aderito anche il Comune di Lecco. Il progetto ambisce a costruire città più inclusive, sostenibili ed eque, ponendo particolare attenzione alle esigenze delle donne e delle famiglie.

La riqualificazione del Parco Nicholas Green (in via Pizzi) rappresenta uno dei risultati concreti ottenuti dal Soroptimist Club Lecco nell’ambito del progetto “La Città che vorrei”.

In occasione del 50° anniversario del Club, sono state donate al Comune tre nuove altalene, un seggiolino inclusivo, una cassetta per il book-crossing e una panchina rossa. Il parco è stato concepito per essere non solo uno spazio rinnovato, ma un luogo vivo destinato a ospitare eventi, attività educative e momenti di comunità, come dimostra l’incontro con gli alunni.

“Durante la mattinata i bambini, nominati ‘guardiani del parco’, hanno seminato papaveri, fiore fragile e resistente, simbolo di gentilezza, cura e attesa, per ricordare che i gesti gentili, proprio come i semi, hanno bisogno di tempo e attenzione per crescere – continuano gli organizzatori – Hanno inoltre appeso alle piante piccole ‘scarpette rosse’ accompagnate da frasi sul rispetto, per mantenere viva la memoria delle vittime e ribadire l’importanza di costruire relazioni basate sulla cura reciproca”.

La giornata si è infine conclusa con il richiamo alle importanti campagne “Questo non è amore” e “Orange the World”, iniziative a cui il Soroptimist e la Questura aderiscono con costanza da diversi anni.

In serata, le facciate della Questura, della Prefettura e del Comando provinciale dei Carabinieri (dove peraltro è già attiva da tempo una “stanza tutta per sé”) si sono illuminate di arancione. “Questo colore vibrante, simbolo di un futuro libero dalla violenza, ha ribadito l’impegno per una cultura fondata sul rispetto e sulla dignità di ogni donna” concludono gli organizzatori.