Ispezioni lungo tutta la filiera in quattro province: sequestrati 120 quintali di alimenti, 537 sanzioni e 14 denunce
Controlli anche in provincia di Lecco, con sospensioni e chiusure di esercizi per gravi carenze igienico-sanitarie e violazioni delle norme sulla sicurezza alimentare
LECCO – Le operazioni di controllo sulla sicurezza alimentare che nel corso del 2025 hanno interessato anche la provincia di Lecco restituiscono un quadro allarmante. É quanto emerge dal bilancio delle attività svolte dal Nucleo Antisofisticazioni e Sanità (N.A.S.) dei Carabinieri di Brescia, competente anche sul territorio lecchese oltre che su Brescia, Bergamo e Sondrio.
Nel corso dell’anno sono stati effettuati controlli serrati lungo tutta la filiera alimentare e della ristorazione, con l’obiettivo di tutelare la salute dei cittadini e contrastare pratiche irregolari o pericolose. Sotto la lente sono finite soprattutto le gravi carenze igienico-sanitarie, la mancata applicazione dei protocolli HACCP e la vendita di prodotti scaduti o potenzialmente nocivi.
Il bilancio dei sequestri è significativo: circa 12.000 chilogrammi di alimenti – tra cui carni, prodotti ittici, latticini e prodotti da forno – sono stati “sottratti al consumo” poiché privi di tracciabilità, conservati in condizioni inadeguate o giudicati pericolosi per la salute.
Nei casi più gravi, i Carabinieri hanno proposto la sospensione o la chiusura immediata dell’esercizio pubblico. Il provvedimento ha colpito 50 attività dislocate nelle province di competenza del N.A.S. di Brescia, comprese quindi anche realtà del Lecchese. In 10 casi la chiusura è stata determinata dalla presenza di infestazioni di roditori o insetti striscianti, in 6 casi da gravi carenze strutturali, mentre negli altri episodi è emersa la mancata predisposizione di procedure di autocontrollo, principalmente quelle relative all’indicazione degli “allergeni”, una violazione considerata particolarmente grave per i rischi che comporta per i consumatori allergici.
Non sono mancati i risvolti penali: 14 persone sono state denunciate all’Autorità Giudiziaria per reati che spaziano dalla frode in commercio alla somministrazione di alimenti in cattivo stato di conservazione.
Complessivamente, il N.A.S. di Brescia ha elevato 537 sanzioni amministrative, per un importo totale che sfiora gli 800 mila euro, segnalando 339 esercenti alle autorità competenti.
Un’attività capillare che, anche nel Lecchese, conferma l’attenzione alta delle forze dell’ordine sul fronte della sicurezza alimentare, a tutela dei consumatori e della correttezza del mercato.

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