Nuovo ponte di Paderno, i sindaci alla Terzi: “Dobbiamo esserci anche noi ai tavoli”

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ponte paderno
Il nuovo ponte di Paderno nello scenario 1 ipotizzato da Rfi

Nuovo San Michele: botta e risposta tra i sindaci del Meratese e l’assessore Terzi

PADERNO – “Non ci basta che Regione parli con due delle tre province coinvolte dagli effetti dell’opera per valutare gli impatti viari che ci attendono. Chiediamo di essere ai tavoli in cui si sceglie e decide dei nostri territori. Chiediamo di esserci con gli altri Comuni ed Enti che subiranno gli effetti diretti del nuovo ponte”. I sindaci di Paderno, Robbiate, Verderio e  Imbersago non ci stanno e replicano così all’assessore regionale Claudia Maria Terzi che aveva bollato le ultime loro dichiarazioni come “strumentali”.

Ecco il comunicato diffuso oggi.

Anche se l’Assessore Terzi, con le ultime dichiarazioni cerca di buttare il confronto in caciara politica, noi Sindaci vogliamo e dobbiamo rimanere sul merito delle questioni e dei dati oggettivi che il progetto del nuovo ponte San Michele pone.
Partiamo di fatti. Si dice che sono stati offerti ascolto, confronto e partecipazione ma, come è facile leggere nelle stesse dichiarazioni dell’assessorato, i pochissimi tavoli preliminari che ci hanno coinvolto si sono subito conclusi (l’ultimo a dicembre 2021) e per nessuna delle questioni da noi avanzate sin da allora, sono state ad oggi proposte soluzioni concrete.
Ci si dice che siamo mossi da approccio di parte, ma siamo stati costretti ad alzare la voce di fronte a studi indipendenti sul traffico che confermano scenari più che preoccupanti, destinati a peggiorare sensibilmente la mobilità dei nostri territori, la salubrità e la qualità della vita dei nostri paesi.
Si riporta che non vogliamo infrastrutture nei nostri comuni, ma nel dibattito pubblico aperto da RFI abbiamo sostenuto ipotesi concrete: ponti e strade posizionate sui nostri territori e non altrove. Strutture alternative, che potevano essere urbanisticamente e ambientalmente più sostenibili, a cui è stato risposto che non sono perseguibili.
Nel dibattito abbiamo anche reclamato lo studio delle infrastrutture stradali connesse al ponte insieme – e non dopo – al suo posizionamento e non siamo stati ascoltati.
Quando abbiamo chiesto quanti treni merci passeranno sul raddoppio ferroviario, ci è stato detto che non si sa ancora.
Chi ha risposto solo negativamente o non ha risposto, ci dica come vuole evitare che i nostri paesi vengano soffocati dal raddoppio dei transiti automobilistici, da almeno 2.000 mezzi pesanti in più, dal passaggio dei treni merci in mezzo alle case. Noi siamo qui per discuterne, per affrontare i problemi.
Non ci basta che Regione parli con due delle tre province coinvolte dagli effetti dell’opera per valutare gli impatti viari che ci attendono. Chiediamo di essere ai tavoli in cui si sceglie e decide dei nostri territori. Chiediamo di esserci con gli altri Comuni ed Enti che subiranno gli effetti diretti del nuovo ponte.
Il fatto che verremo coinvolti nelle conferenze di servizi che valuteranno il progetto, dove la nostra presenza è dovuta per legge, non può essere una risposta sufficiente.
Infine, a chi ci chiede di parlare con i nostri cittadini rispondiamo che questo stiamo facendo dall’inizio di questa vicenda e che stiamo portando avanti proprio la voce di chi dovrà convivere, per almeno un secolo, con le conseguenze di quanto viene deciso oggi.

Gianpaolo Torchio
Sindaco di Paderno d’Adda

Danilo Villa
Sindaco di Verderio

Marco Magni
Sindaco di Robbiate

Fabio Vergani
Sindaco di Imbersago