Medici, vertici aziendali e politici insieme per i 175 anni dell’ospedale Mandic di Merate
Collegato da remoto il responsabile del Welfare di Regione Lombardia Melazzini per parlare del DM 70
MERATE – Lunga vita al Mandic, ospedale che il direttore generale di Asst Lecco Marco Trivelli ha equiparato, metaforicamente, al fiume Adda che scorre tortuoso ma è capace, curva dopo curva, di arrivare sempre al mare. Grande partecipazione sabato mattina in auditorium al convegno “Ospedale Mandic. 175 anni di storia. Passato e futuro della sanità meratese” promosso da Asst Lecco insieme all’associazione L’incontro.
E’ stato proprio il presidente di questa associazione Dario Perego a dare il benvenuto ai tanti presenti, cedendo poi la parola al sindaco Mattia Salvioni che si è detto al fianco di Asst, insieme a tutti i primi cittadini del territorio, per “definire insieme obiettivi e investimenti per uno dei bacini più importanti del territorio”. Dopo l’intervento di Fabio Crippa, presidente dell’ambito di Merate, è intervenuto il sottosegretario Mauro Piazza che ha sottolineato “il costante e rinnovato sostegno all’ospedale di Merate da parte di Regione”, evidenziando i 25 milioni di euro riservati in diversi ambiti al presidio di via Cerri. Piazza non ha nascosto di avere delle “perplessità sul D.M. 70 che non tiene conto delle specificità di regione Lombardia”.

E’ stata la volta poi del dg Trivelli che ha dipinto il Mandic come un ospedale sofisticato e una struttura longeva: “Non so dire quale forma avrà tra cinque anni, ma dobbiamo pensare di disegnarla insieme. Qui ci sono persone che vogliono curare e ci sono persone che necessitano cure. Un punto di cure qui ci sarà sempre”.
Dopo l’excuesus storico affidato al consigliere comunale Franco Tortorella insieme a Giacomo Molteni, già direttoe del dipartimento amministrativo dell’azienda ospedaliera di Lecco ed Elena Gerosa, autrice del libro “Un secolo di vita ospedaliera a Merate”, la parola è poi passata ai primari e ai vertici dell’azienda.

La direttrice sanitaria Alessandra Grappiolo ha dato notizia dell’arrivo di una nuova Tomografia Computerizzata a 128 strati in arrivo e di una nuova risonanza magnetica 1,5 Tesla ricordando la sala angiografica di ultima generazione già attiva dal 2022 e il robot per la navigazione ortopedica nelle artroprotesi di ginocchio.
Quanto al personale, non ha nascosto le difficoltà in alcuni settori, parlando di una comunità che conta 784 persone tra medici, personale sanitario, amministrativi e tecnici per oltre 6mila ricoveri e 162mila prestazioni.
Il microfono è poi passato di mano in mano ai primari che hanno illustrato brevemente progetti e peculiarità dei propri reparti con un grande focus, dedicato al tema dell’invecchiamento, sviscerato dal dottor Paolo Rossi, primario di medicina generale e poi da Luca Riva, per il Dipartimento fragilità e rete locale cure palliative. Tra le novità annunciate, tramite l’intervento del dottor Ottaviano Martinelli, quella dell’apertura di un centro diurno per adolescenti nell’ambito della neuropsichiatria infantile.

Il tema dell’invecchiamento è stato approfondito anche dal direttore socio-sanitario Gianluca Peschi, che ha rimarcato il rischio per l’ospedale di essere travolto, con l’avanzare dell’età media, dalla domanda se non si fa rete con il territorio per filtrare e gestire i bisogni. Fondamentali a tal proposito risultano le interazioni con case di comunità, cure domiciliari, punti unici di accesso, consultori e servizi integrativi.

Infine, Mario Giovanni Melazzini, direttore generale Welfare di Regione Lombardia collegato da remoto, è entrato nel vivo di quanto previsto dal D.M.70, un decreto che indica parametri più stringenti per gli adempimenti legati al Lea (Livelli Essenziali di Assistenza). “Il vostro ospedale è riconosciuto come primo livello in base a questo decreto dovrebbe registrare almeno 45mila accessi all’anno. Voi vi fermate a 35mila” ha evidenziato, contrapponendo però a questa criticità il ruolo del Mandic nel territorio e l’importanza strategica per un bacino cospicuo.
Melazzini ha riconosciuto il ruolo del Mandic nel territorio e la sua partecipazione alle reti, sottolineando l’importanza di non “penalizzare” presidi che svolgono una funzione essenziale.
“Regione Lombardia è molto attenta a questi presidi e vogliamo metterli in condizioni di operare nel modo migliore facendo un gioco di squadra”.

Il convegno si è concluso con l’intervento brioso e simpatico di tre precedenti direttori generali, Pietro Caltagirone, alla guida dell’azienda ospedaliera di Lecco dal 2003 al 2007, Ambrogio Bertoglio (2008-2010) e Mauro Lovisari (2011-2014), tutti profondamente legati al piccolo e longevo Mandic.
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