Lu.C.I.A. debutta a Lecco: il progetto che rilancia Manzoni e i “I Promessi Sposi”

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Ics don ticozzi orchestra scuola

Progetto selezionato nel Bando Emblematici Maggiori 2025, presentato ieri al Teatro della Società con Fondazione Cariplo e Regione Lombardia

Rete di oltre 50 enti, giovani protagonisti e nuovi linguaggi per restituire attualità ai Promessi sposi. “I giovani non sono destinatari, ma protagonisti”

LECCO – Un progetto culturale di lungo periodo, un investimento da quasi quattro milioni di euro e una rete territoriale che coinvolge istituzioni, scuole, musei, associazioni e giovani. Lu.C.I.A. – Luoghi Cultura Innovazione Apprendimento – prende ufficialmente avvio a Lecco come sistema culturale integrato dedicato ai Promessi sposi di Alessandro Manzoni, con l’obiettivo di restituire al romanzo una nuova forza narrativa e una dimensione contemporanea, radicata nei luoghi e nelle comunità.

Selezionato nell’ambito del Bando Emblematici Maggiori 2025, il progetto è promosso dal Comune di Lecco, con il sostegno di Fondazione Cariplo e il cofinanziamento di Regione Lombardia, e si sviluppa su un orizzonte triennale, con l’ambizione dichiarata di durare nel tempo. La presentazione pubblica si è tenuta ieri al Teatro della Società di Lecco, segnando il primo momento di restituzione e condivisione con la città.

Stefano Motta
Stefano Motta

L’incontro, condotto e moderato dal professor Stefano Motta, ha rappresentato l’avvio ufficiale del percorso progettuale, affiancando alla presentazione istituzionale alcuni interventi artistici che ne hanno anticipato l’impostazione multidisciplinare: l’esibizione dell’orchestra della scuola secondaria di primo grado Don Ticozzi, una lettura dell’associazione Teatro Invito e una performance immersiva di Scarlattine Teatro.

Lu.C.I.A. si configura come un progetto culturale ed educativo di sistema, pensato per superare una fruizione dei Promessi sposi limitata all’ambito scolastico o celebrativo. Il romanzo di Manzoni viene reinterpretato come patrimonio territoriale diffuso, legato a una geografia ampia e articolata, e attivato attraverso una rete che connette luoghi manzoniani, istituzioni educative, operatori culturali e turistici, comunità locali e giovani generazioni.

Ics don ticozzi orchestra scuola

Il progetto si articola in più ambiti di intervento coordinati: valorizzazione e miglioramento dei luoghi manzoniani, ripensamento degli itinerari turistici, una rassegna dedicata alle arti dal vivo, il protagonismo giovanile e una strategia integrata di comunicazione e accessibilità. I giovani sono posti al centro come soggetti attivi, coinvolti nei processi di progettazione, didattica, produzione culturale e comunicazione.

Emblematico Lucia presentazione 2026

Alla serata hanno preso parte, come pubblico, i diversi soggetti coinvolti nel progetto, insieme a rappresentanti politici, istituzionali e militari del territorio, tra cui anche il prefetto di Lecco Paolo Ponta. Una presenza che ha sottolineato il carattere condiviso dell’iniziativa, concepita non come evento episodico ma come infrastruttura culturale stabile, orientata a generare valore duraturo e a rafforzare le relazioni tra territori, istituzioni e comunità.

Mauro Gattinoni
Mauro Gattinoni

Ad aprire gli interventi è stato il sindaco Mauro Gattinoni, che ha scelto una provocazione: I Promessi sposi sarebbe “un romanzo da vietare ai minori di 21 anni”, perché al suo interno ci sono “cose oggettivamente scabrose e incomprensibili” per un ragazzo di 15 anni. Temi come “la politica, la libertà, la scelta, l’emancipazione della donna”, ma anche “la sommossa di popolo, la morte, il pentimento, la malattia, il perdono” richiedono, secondo il sindaco, “almeno un minimo di esperienza di vita, ma di vita complessa”.

Un’eventuale proibizione, ha aggiunto, non farebbe che rafforzarne la forza: “questo romanzo proibito, se proibito, diventerebbe ancor più ampio», generando «una curiosità straripante” e confermando il successo dell’opera nella letteratura italiana e internazionale. Manzoni, vissuto a Lecco come “un’eredità, un fardello nei luoghi, nelle piazze, nella cartella di scuola”, può però diventare una risorsa da rimettere in gioco.

Da qui il senso di Lu.C.I.A., nato grazie a “questa allegra brigata di oltre 50 associazioni”, perché “da qui si può ripartire” e perché “l’intensità di questo romanzo è tale da affacciarci una linea per il futuro”. Lu.C.I.A., ha ricordato Gattinoni, significa “Luoghi, Cultura, Innovazione, Apprendimento”.

Il sindaco ha quindi richiamato il valore linguistico dell’opera manzoniana: Manzoni “!non ci ha lasciato solo una bella storia”, ma “un linguaggio che non esisteva prima”, capace di “unire l’Italia”. Oggi, in un presente dominato da “un oceano di messaggi visivi, la sfida è mettere a sistema una serie di altri linguaggi, più vicini alla sensibilità dei giovani”. Affrontando i “temi manzoniani si può fare anche educazione civica, collegando il romanzo ai luoghi reali del territorio, nelle strade di una città e in Villa Manzoni che si amplia e diventa un laboratorio di linguaggio e di linguaggi”.

Anna Riva
Anna Riva

Nel presentare Anna Riva (Progettazioni Complesse del Comune di Lecco), Stefano Motta ne ha evidenziato il ruolo decisivo ma spesso invisibile in questo progetto cosi articolato e poderoso: “c’è qualcuno che mette tutti nella possibilità di lavorare al meglio”, una figura “dietro le quinte”, “un assistente di regia, di scena”, che “mette le condizioni di possibilità perché i progetti si realizzino”. “Quella persona – ha detto – è stata e sarà Anna Riva”.

Nel suo intervento, Riva ha spiegato che Lu.C.I.A. nasce da un’analisi dei bisogni del territorio: un patrimonio manzoniano “spesso frammentato”, “raccontato in maniera obsoleta o folcloristica”, “poco coordinato” e “poco attraente per i giovani”. Da qui la scelta di “togliere il dovere scolastico del Manzoni” e portarlo “alla scoperta”, trasformando mete occasionali in “un’esperienza strutturata e corale”, fondata sulla “progettazione partecipata”.

Il progetto poggia su una rete ampia: “50 enti, più di 70 persone, coinvolte in decine di incontri durati almeno un anno. Il Comune di Lecco – ha proseguito Riva è capofila che traina la rete, affiancato da 15 partner di progetto e 25 partner di rete, riuniti in un’alleanza territoriale per costruire non singole iniziative, ma un sistema stabile”.

Quattro gli assi principali individuati. Il primo riguarda i luoghi, con interventi su Villa Manzoni e altri siti manzoniani “per renderli accessibili, fruibili, sicuri e connessi”. Il secondo sono i giovani, che ha sottolineato Riva “non sono destinatari, ma protagonisti”. Il terzo è dedicato alle arti dal vivo, chiamate a lavorare “non su Manzoni, ma con Manzoni”. Il quarto è il biglietto turistico integrato, pensato per “superare i confini della città e trasformare la visita in un vero e proprio viaggio”.

Riva ha indicato anche i numeri attesi: “almeno 3000 studenti coinvolti nel triennio, più di 100 artisti, oltre 30 guide formate”, con una forte attenzione all’accessibilità. Un progetto da “quasi 4 milioni di euro, sostenuto da fondazioni, Regione, enti pubblici e cofinanziamenti diffusi, con l’obiettivo di durare oltre il finanziamento e diventare un laboratorio di politiche culturali”, ha concluso Riva.

Maria Grazia Nasazzi
Maria Grazia Nasazzi

Tra i soggetti cofinanziatori la Fondazione Comunitaria del Lecchese. La presidente Maria Grazia Nasazzi, ha sottolineato come, per una fondazione comunitaria, “le risorse sono importantissime, ma la cosa più importante sono le relazioni e il condividere interessi grandi”. Quindi ha aggiunto: “I luoghi di per se stessi sono nulla senza relazioni, sono solo dei muri. I luoghi manzoniani rappresentano così un’opportunità offerta al nostro territorio, descritto come un romanzo nel romanzo, segnato da una «straordinaria generosità”.

Mauro Rossetto
Mauro Rossetto

Parola quindi al direttore dei Musei civici Mauro Rossetto il quale ha ribadito il ruolo centrale di Villa Manzoni, destinata a riaprire al pubblico ad aprile dopo il lungo intervento di ristrutturazione: “tutto non può che partire da Villa Manzoni e tornare a Villa Manzoni”. Un luogo chiamato a essere insieme “un luogo per emozionarsi e un luogo per imparare”, evitando “il Luna Park” e il “folclorismo” e puntando sulla qualità e sui nuovi linguaggi. In chiusura, la proposta indirizzata proprio al sindaco di Lecco per il 2027: “L’anno prossimo sono 200 anni dalla prima edizione dei Promessi sposi e dovremmo fare un evento nazionale”.

Milena Pannitteri
Milena Pannitteri

Significativo anche l’intervento di Milena Pannitteri, responsabile e conservatrice dei Musei Civici di Monza, che ha dichiarato: “Sono molto felice di aver accettato questo sostegno e questa collaborazione con la città di Lecco perché la città di Monza e la città di Lecco sono in dissolubilmente legate da questo personaggio iconico dei Promessi Sposi che è la monaca di Monza”. Ha quindi spiegato come i Musei Civici di Monza svolgano un ruolo centrale nella conservazione e valorizzazione dell’eredità manzoniana, anche attraverso tecnologie innovative e una visione ampia di accessibilità: “il museo deve essere un luogo vivo, attrattivo, capace di coinvolgere pubblici diversi e nuove generazioni”.

Marco Gennuso
Marco Gennuso

A chiudere la presentazione è stato Marco Gennuso, coordinatore e docente di pasticceria di ENAIP Lombardia, che ha presentato “due cioccolatini realizzati con i miei studenti”, ispirati a due personaggi dei Promessi sposi che ne rispecchiano i rispettivi caratteri. Agnese è “una pralina di cioccolato al latte” con un ripieno al caramello “dolce, ma con questa amarezza di fondo”. Il Cardinale Federico Borromeo “sembra una pralina buona, una pralina bianca”, ma racchiude “un ripieno extra fondente alla nocciola”.

“La nostra idea era appunto di provare il Manzoni da dentro”, ha spiegato Gennuso: “mangiare un cioccolatino è una cosa, mangiare un cioccolatino ascoltando Manzoni è un’altra”, a dimostrazione di come il progetto Lu.C.I.A. abbracci tutti gli ambiti, compreso quello gastronomico.

Tra visioni istituzionali, reti territoriali e linguaggi inediti, la presentazione ha restituito l’immagine di Lu.C.I.A. come un progetto che punta a superare l’evento per diventare infrastruttura culturale. Un percorso corale, che guarda ai giovani e ai luoghi manzoniani come risorse vive, e che affida ai prossimi anni la sfida di dimostrare come un grande classico possa ancora parlare al presente, se messo in relazione con le comunità che lo abitano.