Patrizio (Bar Frigerio): “Troppa incertezza, riapriamo dopo per tutelare i dipendenti”

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Non tutti i locali del centro hanno riaperto, ripartenza posticipata per alcuni e più spazi all’esterno

Il titolare del Bar Frigerio: “Regole non chiare da subito e prudenza per tutelare i collaboratori. A giugno si riparte”

LECCO – La Fase 2 per molti non è ancora iniziata: oltre alle palestre, che fino al 31 maggio restano in lockdown in Lombardia, anche alcuni bar e ristoranti del centro Lecco non hanno ancora riaperto, nonostante sia possibile dal 18 maggio.

Una scelta dovuta a tanti fattori, determinanti per una delle categorie che più sta subendo il contraccolpo economico del Coronavirus.

“Abbiamo preferito temporeggiare per avere maggiori certezze. Le regole a cui attenersi sono arrivate all’ultimo momento, nei giorni precedenti erano girate troppe ipotesi diverse, soprattutto sulle distanze da tenere tra i tavoli, siamo passati da 4 metri a 2 e poi un metro. C’è stata tanta confusione e poca chiarezza” ci racconta Patrizio Todeschini del Bar Frigerio, tra i locali che ancora non hanno sollevato la serranda.

Lo farà a partire dal 1 giugno. “La nostra è un’azienda strutturata e per aprire deve essere sicuro che tutti quelli che lavorano con me possano portare a casa lo stipendio. Sono tutte persone con famiglia, servivano certezze anche per loro e non me la sentivo di prendere una decisione d’impulso, anche se, dopo settimane di chiusura, la voglia di ripartire c’è eccome”.

Nuovi spazi esterni ma orario ridotto

La possibilità, concessa dal Comune, di ampliare lo spazio pubblico occupato all’esterno dei locali è stata già colta da diversi esercizi nelle piazze del centro che hanno disposto i loro tavoli su una porzione maggiore di area pubblica. “A dire il vero, noi ne avevamo fatto richiesta già nelle settimane precedenti, quando si discuteva appunto della necessità di distanziare i tavoli. Abbiamo capito che poteva essere una soluzione da mettere in campo. Dobbiamo sicuramente ringraziare l’amministrazione comunale che ci è venuta incontro per l’occupazione ma anche per la decisione di non riscuotere la Tosap per quest’anno. E’ sicuramente un aiuto non da poco”.

“Dovendo fare a meno di alcuni tavoli al chiuso, abbiamo cercato di recuperarne all’esterno e di perderne il meno possibile – spiega Patrizio – certo è che non farò nuove assunzioni quest’anno, proseguiremo con i collaboratori ‘storici’ che sono ormai parte di una famiglia, e abbiamo ridotto l’orario alla mattina, con apertura dalle 11, e un giorno chiusura settimanale. Poi vedremo come andrà la stagione”.

La positività non manca: “Incrociamo le dita. Al momento vedo una piazza ancora indecisa, la situazione è migliore nel weekend. Aspettiamo che aprano di nuovo ai turisti e speriamo che ci sia una reazione positiva da parte di tutti. Se così sarà, torneremo a lavorare come prima”