“J. Edgar”

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Con rammarico devo ammettere che non è uno dei migliori film di Clint Eastwood. Senza dubbio ben diretto e recitato, ma – ahimé – a tratti noioso. Insomma, niente a che vedere con Million Dollar Baby, Mystic River o Changeling.
Tuttavia ciò che c’è alla base dei suoi film è sempre lo stesso messaggio: il mondo è imperfetto e Eastwood lo ribadisce ogni volta.
Leonardo DiCaprio, sempre più bravo, presta il volto e la ‘maschera’ a un uomo distaccato che concepisce ogni relazione come una partita a carte, abituato a soffocare ogni passione e attento a evitare di compromettersi con le donne e con la vita. Eastwood lo chiude in un limbo di sentimenti raggelati lungo il contraddittorio confine tra legalità e illegalità.
Clint Eastwood gira in costume una vicenda politica ‘contemporanea’. Dentro una biografia emotivamente riservata e reticente, dietro una relazione a proprio agio negli interni, dove l’imbarazzo e la crescente attrazione divengono palpabili, dove un fazzoletto si fa vettore emotivo e fisico di una passione intercettabile, l’autore americano dimostra l’acume politico del suo cinema. Un cinema alla ricerca di un bagliore di innocenza nel cuore nero dell’America.

Scheda del film
Regia: Clint Eastwood
Paese: USA
Anno: 2011
Durata: 137’
Genere: biografico, drammatico
Attori: Leonardo Di Caprio, Naomi Watts, Armie Hammer, Judi Dench, Josh Hamilton, Geoff Pierson, Ken Howard, Dermot Mulroney, Josh Lucas, Cheryl Lawson, Kaitlyn Dever, Gunner Wright

Trama. Durante la sua vita, J. Edgar Hoover è diventato l’uomo più potente di tutti gli Stati Uniti d’America. A capo dell’FBI per circa 50 anni fino alla data della sua morte nel 1972, non si è fermato davanti a nulla pur di proteggere il suo paese. Restando in carica durante i mandati di ben otto Presidenti e tre guerre, Hoover ha dichiarato guerra a minacce sia vere che immaginarie, spesso infrangendo le regole per proteggere i cittadini americani.
I suoi metodi erano allo stesso tempo spietati ed eroici e la sua più grande ambizione era quella di essere ammirato a livello globale. Hoover è stato un uomo che dava grande valore ai segreti – soprattutto a quelli degli altri – e non ha mai avuto paura ad usare le informazioni in suo possesso per esercitare la sua autorità sui leader più importanti della nazione. Consapevole che la conoscenza è potere e che la paura crea le opportunità, ha usato entrambe per ottenere un’influenza senza precedenti e per costruirsi una reputazione che era formidabile e intoccabile.

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