Torre De Busi con Bergamo? Invito alla “calma” da Nava e Piazza

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TORRE DE BUSI – Un invito alla “calma” e ad “attendere gli esiti del referendum di ottobre” è quello che viene rivolto ai promotori del comitato per il ritorno della Valle San Martino con Bergamo – e in particolare al sindaco Eleonora Ninkovic – dai rappresentanti lecchesi del Nuovo Centrodestra in Regione Lombardia Mauro Piazza e Daniele Nava.

Nava in particolare, anche per il ruolo di sottosegretario regionale con delega alle riforme istituzionali e agli enti locali, “pur non dimenticando la storia della Valle San Martino e le sue origini”, rammenta al comitato che “l’ordine del giorno approvato dalla maggioranza dei consigli comunali dei comuni della provincia di Lecco fa esplicito riferimento al mantenimento dell’unitarietà a livello provinciale anche nel nuovo ente di area vasta”. Una posizione, questa, condivisa pure dall’assemblea dei sindaci nonché da un documento firmato dalle principali associazioni di categoria e illustrato dal presidente della Camera di Commercio di Lecco.

Fino a ottobre, cioè fino al referendum costituzionale, “l’unico procedimento perché un comune possa cambiare provincia è dettato dall’articolo 133 della Costituzione – ricorda Nava – Cosa che il senatore Paolo Arrigoni, sostenitore delle posizioni pro-Bergamo, dovrebbe sapere bene”.

Nel frattempo Regione Lombardia sta predisponendo una proposta di riordino delle autonomie confrontandosi con territori, categorie e stakeholders per delineare le funzioni e le competenze dei futuri enti di area vasta. “Il percorso che stiamo intraprendendo si concluderà a fine giugno con una proposta che invieremo al Governo – prosegue il sottosegretario Nava – Conosciamo e comprendiamo le istanze e la storia passata dei comuni della Valle San Martino, ma è una questione che viene regolamentata con legge ordinaria dello Stato”.

Quindi, se verrà approvato il referendum di ottobre, sarà possibile aprire il tavolo di discussione per la Valle San Martino e per altre situazioni analoghe, in quanto le province non avranno più rango costituzionale. Sino ad allora è prematuro parlarne.

“Lungi dalla nostra sensibilità non tener conto della volontà popolare nell’autodeterminarsi. Se arrivasse la proposta e la Regione dovesse esprimersi in merito, a titolo personale non avrei alcuna contrarietà a sostenere la posizione indicata dai cittadini – interviene Mauro Piazza – Prova ne sia che Regione Lombardia non si è mai opposta a collaborazioni interprovinciali. Un esempio recente riguarda due municipalità appartenenti a province diverse ma molto vicine, come Torre de Busi e Caprino Bergamasco, che hanno partecipato insieme a bandi di Regione Lombardia come quello per la sicurezza riuscendo peraltro a ottenere i finanziamenti del caso”.

Da Piazza arriva una stoccata finale “agli amministratori del PD che indicano strumentalmente il fatto che sia la Regione a non volere il ricongiungimento della Valle San Martino con Bergamo. A loro vale la pena ricordare che il primo sostenitore dei confini attuali è il sindaco PD di Lecco Virginio Brivio, insieme a moltissimi sindaci sempre dello stesso partito”.