Ciclopedonale del lungolago, polemica in consiglio: “Mancano le protezioni”

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Il nuovo lungolago (foto archivio)

Il consigliere Marco Caterisano (FdI): “Rischio per pedoni e ciclisti”

L’assessore Sacchi ribatte: “Seguendo questa logica dovremmo proteggere tutti i marciapiedi della città”

LECCO – “La nuova ciclopedonale del lungolago è pericolosa”. A portare il tema in consiglio comunale lunedì sera è stato il consigliere Marco Caterisano (Fratelli d’Italia) che ha ‘denunciato’ come la mancanza di protezioni lungo il nuovo percorso realizzato a fianco della passeggiata a lago metta in serio pericolo ciclisti e pedoni.

“Prima c’erano le auto e i ‘panettoni’ – ha ricordato in Aula – ora i parcheggi sono stati rimossi e il marciapiede è completamente scoperto, un incidente potrebbe avere gravi conseguenze per chi frequenta la ciclopedonale e il lungolago, basta un’auto che sbanda. Non è possibile intervenire con delle protezioni? Manca poi la segnaletica orizzontale che distingue i due percorsi, ciclabile e pedonale”.

Una pericolosità sottolineata anche dalla consigliera Lorella Cesana (Lecco Ideale): “Segnalo anche che spesso lungo la ciclabile si vedono persone passeggiare, una commistione rischiosa – ha detto – chiedo poi come mai ci siano due finiture diverse nei due tratti aperti fino ad ora, entrambe scivolose quando piove”.

Maria Sacchi
L’assessore Maria Sacchi

L’assessore Maria Sacchi ha ‘respinto’ le accuse: “Il tema della pericolosità non sussiste – ha detto – seguendo la logica del rischio dovremmo parapettare tutti i marciapiedi della città. Ricordo che il marciapiede del nuovo lungolago rispetto al precedente è stato rialzato per ovviare al problema delle radici degli alberi e ai conseguenti danni alla pavimentazione. Per quanto riguarda la segnaletica, essendo un percorso ciclopedonale non è necessario apporre quella orizzontale mentre è presente quella verticale dove sono chiaramente indicati pedoni e biciclette. Infine, la finitura del percorso è stata realizzata tramite gettata di calcestruzzo ‘spazzolato’ a mano, questo fa si che la lavorazione non sia visivamente uniforme, ma non risulta in alcun modo liscia o scivolosa”.

L’assessore ha dato anche un’indicazione sulle tempistiche di conclusione dei lavori: “E’ in corso una perizia di variante, prevediamo la fine del cantiere entro giugno 2026, termine in cui comunque dobbiamo rendicontare i fondi derivati dal Pnrr”. Giovedì inizieranno invece i lavori di bonifica ordigni bellici (bob) nella zona del lungolago via Martiri delle Foibe: “In sostanza – ha spiegato l’assessore – verranno effettuati dei carotaggi larghi 15 cm e profondi 3 metri in cui verranno inserite delle sonde per verificare la presenza di frammenti di metallo, se l’esame darà esito positivo bisognerà procedere con scavi più grandi per bonificare l’area. Ci vorranno circa 2 mesi per il completamento delle operazioni”.

Non soddisfatti i consiglieri che hanno sollevato il tema della pericolosità: “Basterebbe poco per mettere in sicurezza uno dei percorsi più frequentati della città – ha detto Caterisano – sulla segnaletica orizzontale ritengo che il fatto che non sia obbligatorio apporla non vuol dire che non si possa fare: farebbe da ‘promemoria’ agli utenti della ciclopedonale, ricordando loro che quello esterno è lo spazio per le bici. Altrimenti che senso ha fare una ciclabile per farci camminare i pedoni?”.