Operazione Karpanthos, assolto l’ex dipendente di Silea Beniamino Bianco

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La sentenza del Gup del Tribunale di Catanzaro è stata pronunciata nell’udienza dello scorso 26 marzo

Bianco assolto “perché il fatto non sussiste”

OGGIONO – Assolto da ogni imputazione, perché il fatto non sussiste. Questo l’esito della vicenda processuale che ha riguardato Beniamino Bianco, l’oggionese indagato e poi imputato nel procedimento penale davanti al Tribunale di Catanzaro nell’indagine Karpanthos su infiltrazioni della ‘Ndrangheta promossa dalla Procura Distrettuale di Catanzaro a partire dal 2018.

Il processo, avanti il GUP del Tribunale di Catanzaro, Dott. Mario Santoemma, è  in corso per tutte quelle posizioni che hanno richiesto, ed ottenuto, che si procedesse con rito abbreviato (tra queste, anche il Sig. Beniamino Bianco).

La posizione di Bianco è stata discussa dal suo legale, l’avvocato Renato Papaleo, nell’udienza dello scorso 26 marzo: alla luce delle prospettazioni difensive e dalla documentazione depositata dalla difesa, il Giudice dell’Udienza Preliminare ha deciso di stralciare la posizione e di ritirarsi subito per la decisione, “unica posizione per cui ciò è avvenuto” ha precisato l’avvocato Papaleo.

Il giudice ha assolto l’imputato perché il fatto non sussiste. Decisione che, come ricordato dal legale “era già stata assunta dal Tribunale di Milano, Sezione Autonoma Misure di Prevenzione, con Decreto n.15/24 in data 27/02/24, che aveva integralmente rigettato la richiesta della Questura di Lecco di applicazione della misura di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza per anni tre (richiesta svolta sulla base, sostanzialmente, degli stessi presunti indizi di colpevolezza contenuti nel capo di imputazione del processo di Catanzaro). Anche in questo caso il Tribunale aveva ritenuto del tutto irragionevoli ed infondate le contestazioni e gli indizi di colpevolezza esposti, rigettando integralmente la richiesta”.