De Corato: “Espulsione sia esempio per tutti gli islamici che predicano l’odio”

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L’assessore regionale plaude all’espulsione della moglie del pugile dell’Isis

Salma Benncharki era stata arrestata a Lecco nel 2015

LECCO – “Ben venga l’espulsione della donna e ben venga anche la revoca della cittadinanza italiana, come era stato proposto dal Viminale mesi fa, al ‘pugile’ Abderrahim Moutaharrik. Il primo caso dall’approvazione del Decreto Sicurezza. Spero che questo sia da esempio a tutti gli islamici che predicano odio, più o meno regolarmente, sul nostro territorio anche se è spontaneo chiedersi, vista la crisi di Governo, che succederà?”.

Salma Benncharki

Lo dichiara Riccardo De Corato, ex vice sindaco di Milano e assessore a Sicurezza, Immigrazione e Polizia Locale di Regione Lombardia commentando la notizia del rimpatrio di Salma Benncharki, moglie del “pugile dell’Isis”, soprannome dato dalla stampa a Moutaharrik, arrestato insieme alla compagna, nel 2015 a Lecco.

Anche la moglie, cittadina marocchina, era stata condannata perché ritenuta parte dell’associazione con finalità terroristiche.

In cinque anni 384 espulsioni per terrorismo, un terzo in Lombardia

“Dal gennaio 2015 al marzo 2019 sono state effettuate in Italia, oltre agli arresti, 384 espulsioni per terrorismo. Circa un terzo sono avvenute in Lombardia, dove si è verificato il maggior numero di arresti di soggetti radicalizzati” spiega De Corato.

“Sono circa 129 i foreign fighters, cittadini che avevano o hanno legami con il nostro Paese come cittadinanza, permessi di soggiorno, residenza abituale, partiti per unirsi all’Isis in Siria e in Iraq – prosegue l’assessore regionale – Di questi, uno su tre, 43 circa, risulta essere partito dalla Lombardia. Ed è per questo motivo che la nostra regione detiene il primato anche per quanto riguarda i foreign fighters. Una situazione drammatica, quella lombarda, dovuta anche all’apertura di molti sindaci all’islam e all’accoglienza senza freni.”