Asst Lecco. Fp Cgil denuncia carenze, turni insostenibili e mancanza di ascolto

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ospedale manzoni lecco

“Servono risposte vere e urgenti dall’Azienda Socio-Sanitaria”

Tra le proposte più volte avanzate c’è la riorganizzazione delle attività territoriali ora accentrate nei presidi ospedalieri

LECCO – La Fp Cgil Lecco esprime pieno sostegno alla Rsu dell’Asst e condivide la preoccupazione “per l’inerzia dell’Azienda di fronte alla perdita continua di professionalità essenziali: infermieri, Oss, tecnici di laboratorio e di radiologia. Uscite che aggravano una carenza strutturale, con ricadute evidenti sulla salute e sulla sicurezza del personale e sulla sostenibilità dei turni”.

“Nelle aree a maggiore intensità assistenziale, come le Medicine, abbiamo più volte chiesto l’inserimento di Oss dedicati alla giornata, indispensabili per alleggerire il carico sulle lavoratrici e sui lavoratori in servizio. Anche questa richiesta è rimasta senza riscontro. In numerosi incontri, abbiamo segnalato la situazione delle infermiere e degli infermieri che, all’interno dei reparti, spesso non riescono a fruire delle pause necessarie al recupero psicofisico. Turni ridotti ai minimi assistenziali espongono gli organici a rischio di stress lavoro correlato e incidono sulla qualità dell’assistenza. Per questo appare del tutto fuori fuoco la recente comunicazione aziendale sulle ‘pause attive’, presentate come brevi momenti di attivazione fisica utili a ridurre lo stress. Condividiamo l’importanza del benessere organizzativo, ma parlare di ‘pause attive’ in reparti dove diventa difficile persino accedere alle pause fisiologiche suona paradossale e distante dalla realtà quotidiana. Il benessere del personale passa da un’organizzazione che rende possibili le pause e garantisce spazi adeguati. Oggi molte operatrici e molti operatori sono costretti a consumare il pasto nelle cucine dei reparti, sempre pronti a rispondere ai campanelli dei pazienti. Una condizione che non può essere considerata accettabile”.

Tra le proposte più volte avanzate e rimaste senza esito c’è anche la riorganizzazione delle attività territoriali ora accentrate nei presidi ospedalieri: “Una misura utile per migliorare le condizioni di lavoro, ridurre il caos viabilistico intorno ai nosocomi e affrontare la cronica insufficienza dei parcheggi a disposizione del personale turnista, con ricadute dirette sulla sicurezza negli spostamenti. A tutto questo si somma un divario comunicativo crescente: troppe segnalazioni delle lavoratrici e dei lavoratori si perdono a metà della catena gerarchica o arrivano ai vertici senza produrre risposte concrete. Emblematico il tema delle ferie, che in alcuni reparti continuano a essere limitate da coordinatrici e coordinatori nonostante le indicazioni aziendali. Da tempo chiediamo un monitoraggio più attento dell’operato dei coordinatori e dei responsabili di area”.

Le criticità richiamate dalla Rsu – compresa la totale assenza di politiche abitative adeguate – confermano la necessità di un cambio di passo immediato: “La Direzione Strategica dell’Asst deve aprire un confronto vero, fondato sull’ascolto e sul riconoscimento del lavoro di chi garantisce ogni giorno un servizio essenziale. La Fp Cgil Lecco chiede all’Azienda di intervenire subito per: rivedere l’organizzazione dei turni garantendo pause reali; attivare spazi idonei alla pausa e al recupero psicofisico; inserire Oss aggiuntivi nelle aree più critiche; riorganizzare le attività territoriali oggi accentrate; vigilare sull’operato di coordinatrici, coordinatori e responsabili; avviare misure strutturali per la permanenza e l’attrattività del personale”.

Se queste criticità non verranno affrontate con urgenza, la Fp Cgil Lecco è pronta a mettere in campo tutte le iniziative necessarie a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori e della qualità dell’assistenza alla cittadinanza: “Come abbiamo dimostrato con la battaglia portata avanti per denunciare il superamento dei turni di pronta disponibilità: il Tribunale ha dato ragione alla vertenza sostenuta dalla Fp Cgil e Asst Lecco è stata condannata per aver imposto a un infermiere di sala operatoria turni di pronta disponibilità oltre i limiti fissati dal contratto nazionale della sanità pubblica 2019–2021”.

E intanto, una importante giornata di mobilitazione nazionale è stata decisa dalla Cgil, anche in difesa e per il rilancio del Ssn e di chi lo tiene in piedi ogni giorno: “La nostra lotta ha bisogno della forza di chi quotidianamente si impegna al massimo per garantire servizi essenziali a cittadine e cittadini. È per questo che invitiamo le lavoratrici e i lavoratori a scioperare il 12 dicembre, per protestare contro una Legge di Bilancio inadeguata a sostenere il Servizio Sanitario Nazionale, che non fornisce risposte concrete alla pericolosa carenza di personale che mette sempre più a rischio la garanzia di diritti costituzionali come il diritto alla salute e alla cura – dichiara Teresa Elmo, segretaria generale della Fp Cgil Lecco -. Se vogliamo fermare l’esodo degli operatori dalla sanità pubblica occorre agire leve importanti per aumentarne i salari, restituendo il potere di acquisto e la dignità economica a migliaia di lavoratrici e lavoratori, stanziando adeguate risorse economiche a copertura dei costi del rinnovo contrattuale. Lottiamo uniti per pretendere maggiori investimenti nel settore pubblico, contrastando le politiche del riarmo a scapito della sanità e del welfare. Il 12 dicembre scendiamo in piazza!”