Insieme si può

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Nel 2012 su mandato dell’ASL di Lecco si è costituito il tavolo degli Enti socio-sanitari. In questa sede si intendono mettere a programma e confrontare vari esperienze progettuali e prassi operative con lo scopo di migliorare costruire un sistema di servizi che a partire dalla domanda del cittadino risulti essere più funzionale a rispondere in termini di efficienza ed efficacia. Avendo la fortuna di partecipare (come rappresentate del Coordinamento Lecchese delle Dipendenze) a questo tavolo di lavoro, ho pensato di riportare in queste pagine un’esperienza importante e innovativa che proprio in questo ambito è nata, si sta sviluppando e crescendo.

Il progetto mira infatti ad aumentare la qualità delle risposte offerte evitando sprechi di risorse da parte delle strutture coinvolte nel sistema, attraverso la co-gestione d i alcuni servizi e soprattutto attraverso l’acquisto condiviso di beni. Progetto estremamente attuale che cerca di mettere insieme, tenendole in tensione due variabili a prima vista difficilmente avvicinabili. Da un lato infatti le indicazioni regionali spingono a ribaltare la logica dei servizi passando “dall’offerta alla domanda”, dall’altra il momento molto complesso di congiuntura economica del nostro paese che mette a dura prova l’esistenza stessa delle realtà che gestiscono i servizi alla persona.

Questo progetto rappresenta una prova generale. Una prova di un nuovo modello che ha bisogno di tempo, di impegno e di attenzione per crescere, mettersi alla prova, verificare vizi e virtù.

Per avvicinarci a questo progetto ospitiamo oggi all’interno di CALeidoscopio Stefano Rossattini, direttore della Casa di Riposo di Monticello Brianza e che ha coordinato il gruppo di lavoro.


Dottor Rossattini, può spiegare il brevemente progetto?

-Mi soffermo innanzi tutto sulle premesse concettuali. La capacità di promuovere e gestire efficaci processi di cambiamento organizzativo diventa la condizione imprescindibile per continuare ad operare nel proprio contesto. Anche il contesto socio-sanitario non è immune dalle forze esogene che alimentano il quadro di grande dinamicità : le RSA sono chiamate a esercitare la loro funzione in un contesto ambientale in mutamento. Le risorse economiche garantite dalla Regione risultano sempre più inadeguate a coprire le crescenti necessità socio-sanitarie degli ospiti istituzionalizzati. E’ necessario introdurre logiche e strumenti propri del mondo aziendale : – obiettivi strategici chiari; misurazione delle performance; controllo dei costi;- accurata gestione. La gestione strategica di una RSA con metodi aziendali non può far riferimento esclusivo all’analisi interna: diviene necessario un confronto metodico,continuativo e prolungato con altre realtà omogenee.


Come nasce l’idea dell’acquisto condiviso di beni e servizi ?

-La Regione Lombardia ha chiaramente individuato nella razionalizzazione dei processi d’acquisto uno degli obiettivi prioritari da raggiungere per migliorare l’economicità della gestione dei soggetti che costituiscono il sistema di offerta di servizi socio-sanitari lombardi. L’adesione a processi di acquisto condivisi, rappresenta per le RSA, un’opportunità per ottimizzare i costi di gestione interni sfruttando economie di scala e un potere contrattuale di negoziazione che si fa tanto più elevato quanto più la dimensione della RSA è rilevante. L’Asl di Lecco ha inteso promuovere e favorire la nascita di possibili soluzioni organizzative, più o meno strutturate, che permettano di ottimizzare la gestione dei costi per gli approvvigionamenti di beni e servizi.A tal fine è nata una collaborazione tra Il CREMS dell’Università LIUC, l’ASL di Lecco e le RSA del territorio per sperimentare la metodologia più idonea alla messa in comune di alcuni processi d’acquisto di beni e servizi ritenuti rilevanti ai fini dei risparmi gestionali.


Quali strumenti sono stati utilizzati per arrivare a questa proposta?

-Il Centro di Ricerca in Economia e Management in Sanità e nel Sociale dell’Università LIUC ha istituito dal 2006 un Osservatorio settoriale sulle RSA al quale partecipano, oltre ad alcune provincie ed ASL, un centinaio di RSA. In questi anni ha sviluppato metodologie per la valutazione dei costi, rischi e benefici dell’impiego delle risorse. Per quanto riguarda il “progetto Lecco” nella prima fase sono state selezionate 7 RSA pilota che hanno collaborato con il CREMS alla raccolta dei dati e alla predisposizione del metodo di analisi al fine di individuare i best performer tra i fornitori. il CREMS ha inviato ai partecipanti un documento nel quale sono state fornite puntuali indicazioni a supporto del processo di rilevazione che riguarda le voci di costo che si è deciso di includere nell’indagine; tali costi sono stati organizzati in 9 categorie, ognuna delle quali è quindi composta da una o più voci di costo: costo del servizio di lavanderia e stireria; costo del servizio di pulizia e sanificazione ambienti; costo del servizio di ristorazione; costo delle utenze;costo smaltimento rifiuti speciali; costi di manutenzione; costi assicurativi;. costi sanitari (medicinali, ossigeno e presidi per l’incontinenza); costi del personale socio-sanitario.

In alcuni incontri dopo la prima restituzione sono stati affinati gli strumenti di analisi dati . Infine è stato predisposto un report finale di questa prima parte del progetto.


Quali saranno i passi successivi? È previsto un allargamento ad altre unità di offerta?

– Martedì 11 dicembre presso l’ ASL è stato presentato il risultato del lavoro a tutte le unità d’offerta della provincia che avranno la possibilità di partecipare volontariamente e senza costi alla seconda fase , valutando i benefici che si possono ottenere ed acquisendo forti elementi di cultura del confronto e di miglioramento di efficienza.


Quali saranno gli impatti positivi di questa sperimentazione sul sistema di wellfare ma soprattutto sui cittadini?

– L’obiettivo più immediato che ci si siamo proposti con questo progetto è quello di un recupero di efficienza sia dal punto di vista economico, sia sul versante organizzativo, superando il limite dell’autoreferenzialità, elevando gli stimoli al miglioramento propri delle condizioni di bassa competizione in cui le RSA operano, modificando il clima di scetticismo nei confronti delle logiche di misurazione e di controllo dei risultati. Non mi pare poco.

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